Il concetto integrale espresso dal giornalista Giambruno è questo:

“Forse dovremmo essere più protettivi nel dialogo e nel lessico. Se vai a ballare, tu hai tutto il diritto di ubriacarti – non ci deve essere nessun tipo di fraintendimento e nessun tipo di inciampo – ma se eviti di ubriacarti e di perdere i sensi, magari eviti anche di incorrere in determinate problematiche perché poi il lupo lo trovi”.

Aggiungendo poi, al termine di un dialogo col collega di “Libero” Pietro Senaldi:

“Magari uno dice alla figlia di non salire in macchina con uno sconosciuto perché è verissimo che tu non debba essere violentata, perché è una cosa abominevole. Ma se eviti di salire in macchina con uno sconosciuto magari non incorri in quel pericolo“.

Questo quanto realmente detto. Il problema è che il tema è delicato e si è in televisione. È immediata la creazione del sillogismo: “Una ragazza che si ubriaca e poi viene violentata, se l’è cercata”. Il sillogismo che ne è derivato è errato, ma è stato indubbiamente sollecitato dal giornalista, che non ha adeguatamente valutato contesto e conseguenze. Forse.



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© Gianluca Sposito