
Sì, può sbagliare anche Anthony Hopkins. Due Oscar, una carriera straordinaria… e poi ‘questo’.
Su Amazon Prime Video è disponibile – ma vi prego: evitatelo – “Zero Contact” (2021), un film insulso, noioso e spudoratamente costruito attorno alla sola (formale) presenza dell’attore britannico.
La trama? Dopo la morte di Finley Hart, eccentrico e visionario magnate della tecnologia, cinque persone sparse per il mondo vengono convocate in remoto per attivare – o impedire – il completamento di un misterioso progetto ideato proprio da Hart: la Quantinuum Initiative. Ma niente è come sembra, e tra paradossi temporali, dilemmi etici e paranoia da remoto, il film affonda in un pasticcio narrativo che non coinvolge mai davvero.
Girato interamente via Zoom, avrebbe potuto essere una scelta innovativa. Ma l’idea non regge: sceneggiatura inconsistente, regia evanescente, ritmo inesistente. Il risultato? Un interminabile tentativo di trasformare una riunione su Zoom in un thriller. Tentativo fallito. Unica certezza: la noia. E lo “ZERO”.Hopkins ha dichiarato, in più occasioni, di non rivedere mai i film in cui recita. In questo caso non so se sia un bene o un male. Forse, ogni tanto, un’occhiata andrebbe data… giusto per rendersi conto di cosa ci fanno col suo nome.
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© Gianluca Sposito
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