
50 anni fa gli Italiani decidevano che la legge sul divorzio, introdotta quattro anni prima, non doveva essere abrogata. Il 12 ed il 13 maggio 1974 quasi il 60% degli Italiani votò così: NO.
Ma la battaglia era stata lunga e accesa, e la comunicazione di allora – a suon di manifesti (soprattutto) e spot fa riflettere ancora oggi.
Dalla divertente clip in cui Gigi Proietti, per un minuto e mezzo, recita il solo “No” in tutti i modi possibili, ai manifesti in cui si cerca di far presa sul sentimento popolare (e religioso), ricordando l’indissolubilità del vincolo con slogan del tipo:
“Meglio annullare una legge sbagliata che fare a pezzi la famiglia”
“Sì alla famiglia. Sì alla vita”
“Matrimonio indissolubile. Famiglia unita. Società salda”
Però ve ne allego solo uno, di manifesto, perché emblematico e perché – ne sono certo – si tornerà presto su grandi temi utilizzando forme analoghe di comunicazione che confondono aspetti e problemi, che sfruttano convinzioni vere e false, che generalizzano e polarizzano in maniera strumentale.


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© Gianluca Sposito