Ecco alcuni titoli da ricordare e magari da rivedere anche oggi.

Partiamo da “Domenica d’agosto” (di Luciano Emmer, 1950): da una Roma afosa e accaldata, una folla di ogni estrazione sociale e con ogni mezzo di trasporto si mette in marcia verso il lido di Ostia. Da ricordare un Marcello Mastroianni ad inizio carriera, doppiato niente meno che da Alberto Sordi.

Poi c’è il brillante Walter Chiari di “Ferragosto in bikini” (di Marino Girolami, 1961), alle prese con altri nomi televisivi dell’epoca in un film che mostra personaggi peculiari che si incontrano sulla spiaggia di Fregene.

Ma la vera celebrazione del Ferragosto in chiave di commedia drammatica si ha con “Il sorpasso” (di Dino Risi, 1962), tra i primi film a raccontare la città svuotata e le imprevedibili avventure dei ‘sopravvissuti’ che restano. Uno dei film manifesto della commedia all’italiana (che volge all’amaro…).

C’è, poi, anche l’avventura del monsignore interpretato da Alberto Sordi che rimane bloccato in ascensore, a Ferragosto, con Stefania Sandrelli, raccontata dall’episodio “L’ascensore” (di Luigi Comencini, in “Quelle strane occasioni”, 1976).

“Un sacco bello” (di e con Carlo Verdone, 1980) è anch’esso ambientato in una Roma deserta, e rappresenta l’esordio alla regia dell’attore romano che interpreta i tre personaggi che a modo loro cercano di combattere la propria solitudine e ‘organizzare’ il ferragosto.

Anche Nanni Moretti, nel 1993, in “Caro Diario” racconta una Roma desertificata dal Ferragosto nel primo dei tre episodi di cui si compone il film, “In Vespa”: un viaggio nelle bellezze (e bruttezze) della Roma che attraversa.

Come non citare, poi, “Pranzo di Ferragosto” (2008)? Ne è regista, autore e interprete Gianni Di Gregorio. Nel film è appunto ‘Gianni’, un uomo di mezz’età, figlio unico, che vive con sua madre in una vecchia casa nel centro di Roma.

La solitudine degli anziani è protagonista anche nel film “Una botta di vita” (regia di Enrico Oldoini, 1988), nel quale due anziani soli partono per un viaggio durante il quale vivranno avventure paradossali e tragicomiche.

Infine, in tempi ancora più recenti c’è il Ferragosto raccontato da Virzì con “Ferie d’agosto” (1996) e “Un altro Ferragosto” (2024).

Eppure, sono convinto che ci in giro ci siano molti spunti per raccontare il Ferragosto dei nostri tempi…


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© Gianluca Sposito