
“La prova” è una miniserie svedese del 2025 da ieri su Netflix. Intreccia abilmente elementi di dramma e giallo, con una trama che ruota attorno a un duplice omicidio rimasto irrisolto per sedici anni. Storia vera: un duplice omicidio commesso nel 2004 nella cittadina di Linköping. Con l’avvicinarsi della prescrizione, un detective collabora con un genealogista per identificare l’assassino prima che il caso venga archiviato definitivamente.
La serie è composta da quattro episodi, ciascuno della durata di circa 40 minuti: si vedono di filato (160 minuti, del resto, sono un film solo un po’ lungo…).
“La prova” si distingue per la sua narrazione avvincente, che combina l’intensità delle indagini poliziesche con l’approfondimento psicologico dei personaggi. L’ambientazione nordica conferisce alla serie un’atmosfera cupa e misteriosa, tipica del genere noir scandinavo – esattamente quello che ci ha trasmesso la sensazione che forse ci sono troppi serial killer, da quelle parti…
La collaborazione tra il detective e il genealogista offre una prospettiva innovativa nelle indagini criminali, esplorando come le tecniche genealogiche possano essere utilizzate per risolvere casi complessi. Questo approccio aggiunge profondità alla trama, evidenziando l’importanza delle connessioni familiari e dei segreti del passato.
Ma si tratta, soprattutto, di una serie che si contraddistingue per l’epilogo, lento e amaro, al quale dedica gli ultimi 15 minuti: non si festeggia alcunché, alla fine, perché – dopo sedici anni – tutto è cambiato e molte vite sono state comunque distrutte. Irrimediabilmente.
Disponibile su Netflix.
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Testo di © Gianluca Sposito. Tutti i diritti riservati.
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