
Quando pensiamo a James Bond, la prima immagine che ci viene in mente è quella della mitica Aston Martin DB5, con i suoi gadget nascosti e il fascino senza tempo. Ma nei romanzi di Ian Fleming, l’auto che accompagna l’agente segreto è un’altra: una Bentley.
Nei primi libri, Bond guida una Bentley 4½ Litre sovralimentata, descritta come robusta e potente, ma senza gadget fantascientifici. In seguito, Fleming la sostituisce con una Bentley Mark VI e poi con una Bentley R-Type Continental, sempre auto di classe, ma lontane dall’immagine ipertecnologica che il cinema ha imposto.
Fu solo con il film Goldfinger (1964) che la Aston Martin DB5 diventò l’auto simbolo di 007, grazie ai gadget introdotti dalla produzione cinematografica. Da allora, la Aston Martin ha dominato il franchise, diventando un’icona indissolubile.
Ma i veri lettori di Fleming sanno che, almeno nei libri, Bond era un uomo da Bentley.
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Nell’immagine di copertina, James Bond (Sean Connery) appoggiato alla Aston Martin DB5 e, sotto, mentre osserva una Bentley 4 ¼ Litri del 1937 in “Mai dire mai” (1983).
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