Nel corso della sua lunghissima carriera, Alberto Sordi ha avuto più volte l’occasione di guidare vetture Maserati nei suoi film. E non si trattava solo di scelte sceniche: quelle auto contribuivano a raccontare i personaggi, i loro sogni, la loro posizione sociale. Vediamole.

In “Scusi, lei è favorevole o contrario?” (1966), Sordi interpreta un imprenditore che si proclama contrario al divorzio ma conduce una vita amorale. La Mistral Spyder (del 1965) che guida — raffinata, veloce, scoperta — riflette perfettamente le contraddizioni del personaggio.

Due apparizioni, poi, sulla Ghibli Spyder del 1969: prima in “Il prof. dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue” (1969) e poi in “Il presidente del Borgorosso Football Club” (1970). In entrambi i casi, la sportiva modenese diventa emblema di potere, status e ambizione. Sordi, nei panni del cinico medico primario o del goffo presidente calcistico, trasforma l’auto in un oggetto di satira sociale.

Sempre nei panni del prof. dott. Guido Tersilli, compare anche a bordo di una Quattroporte del 1967: non solo simbolo di prestigio, ma anche metafora di un’Italia che corre veloce verso un benessere fatto spesso solo di apparenza (e ancora più spesso di cinismo).

Infine, eccolo nella celebre Maserati Indy del 1971 nel film “La più bella serata della mia vita” di Ettore Scola (1972), inseguire Janet Agren in moto.

📽️ Le Maserati scelte nei film di Sordi non erano semplici auto, ma veri e propri strumenti narrativi. Rappresentavano desideri, contraddizioni, illusioni e verità. Proprio come i personaggi di Sordi. Che, nella vita vera, ha realmente amato e posseduto auto Maserati.

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Gianluca Sposito, “Maserati. Auto e film che hanno fatto la storia del cinema”, Edizioni Intra, 2025

https://edizioni.intra.pro/prodotto/sposito-duetti-maserati/

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© Gianluca Sposito


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