“Caddo Lake” (2024) è uno di quei film che ti convincono lentamente. A prima vista sembra un thriller classico, fatto di sparizioni misteriose, indagini, sospetti. Ma sotto questa superficie apparentemente tradizionale, si nasconde un racconto molto più ambizioso: emotivo, soprannaturale, costruito su frammenti di dolore e tempo che si piega.

La regia di Celine Held e Logan George (autori anche della storia) crea un’atmosfera cupa e ipnotica: la palude che dà il titolo al film non è solo sfondo, è presenza. Forse è proprio la protagonista. Ogni inquadratura, ogni riflesso sull’acqua, sembra suggerire che qualcosa di profondo e oscuro stia per emergere — ma non nel modo in cui ci aspettiamo.

Il film gioca abilmente con la cronologia, seminando indizi e inquietudini attraverso due linee temporali che si intrecciano: due bambine scomparse, due madri segnate, due piste che convergono in un finale disturbante, ma toccante. La tensione non nasce da colpi di scena forzati, ma da una costruzione silenziosa e costante, fatta di dettagli e vuoti narrativi che lo spettatore è chiamato a riempire.

Nonostante il ricorso all’elemento soprannaturale (o quello che è) possa sembrare un’agevole (e scontata) via di fuga per risolvere qualunque intreccio narrativo, il film è interessante.

Disponibile ora su Sky.

P.S.: Caddo Lake esiste davvero. È un lago misterioso al confine tra Texas e Louisiana, immerso in una palude di cipressi e nebbia. Un luogo reale, eppure perfetto per una storia che sembra sospesa tra sogno e incubo.

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© Gianluca Sposito


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