UNTAMED (2025) – ora su Netflix – è un thriller immerso nella natura selvaggia, visivamente stupefacente.

Si apre con una scena mozzafiato: una figura precipita nel vuoto dal leggendario El Capitan, nel cuore dello Yosemite. Un incipit potentissimo che, senza mezze misure, ci scaraventa in un mistero denso di tensione e ambiguità.

Ideata da Mark L. Smith – già sceneggiatore del celebre “The Revenant” di Alejandro González Iñárritu, e quindi perfettamente a suo agio nel raccontare la natura come sfondo narrativo e metaforico – la serie è diretta da Thomas Bezucha, Nick Murphy e Neasa Hardiman. Tutto il progetto ruota attorno alla figura tormentata dell’agente speciale Kyle Turner, interpretato da un solido Eric Bana, che si ritrova a indagare su quella che inizialmente appare come una tragica caduta… ma che presto rivela una trama più oscura e stratificata.

Ogni personaggio, in “Untamed”, ha un passato che lo perseguita: non ci sono innocenti né colpevoli assoluti, solo esseri umani in lotta con sé stessi e con i silenzi (a volte inquietanti) della foresta.

🌲 Anche se ambientata nel Parco nazionale di Yosemite, la serie è stata girata in Canada, nella zona di Whistler, nella Columbia Britannica. Le maestose foreste, i laghi glaciali e le pareti rocciose della regione sostituiscono con efficacia la Sierra californiana, restituendo un’ambientazione potente, perfetta per questo thriller psicologico in cui la natura non è solo scenario, ma personaggio vero e proprio.

Un racconto teso e suggestivo, dove il thriller incontra la natura selvaggia e costringe i protagonisti a fare i conti con i propri fantasmi. E il titolo “Untamed” (indomito, selvaggio, non addomesticato) non si riferisce, dunque, solo alla natura aspra e incontaminata che avvolge la storia: è anche lo specchio dei personaggi, mossi da traumi e impulsi mai del tutto domati.

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© Gianluca Sposito


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