“Le regole della casa del sidro” (1999) è un film che intreccia tematiche complesse come l’aborto, l’adozione e la ricerca di sé, offrendo una narrazione profonda e toccante.

👉 Trama

Ambientato negli anni ‘40, il film segue la vita di Homer Wells (Tobey Maguire), cresciuto in un orfanotrofio del Maine sotto la guida del dottor Wilbur Larch (Michael Caine). Larch, oltre a prendersi cura degli orfani, pratica aborti illegali, giustificandoli come un male necessario. Homer, pur apprendendo l’arte medica dal dottore, è in disaccordo con le sue pratiche e decide di esplorare il mondo al di fuori dell’orfanotrofio. La sua avventura lo porta a lavorare in una piantagione di mele, dove affronta dilemmi morali e scopre l’amore.

📖 Origini letterarie

Il film è tratto dall’omonimo romanzo di John Irving, che ha curato anche la sceneggiatura, vincendo l’Oscar per la migliore sceneggiatura non originale. Sebbene il film mantenga l’essenza del libro, alcune sottotrame e dettagli sono stati omessi o modificati per adattarsi al formato cinematografico. 

📍Location

L’orfanotrofio di St. Cloud è (negli esterni e per qualche scena interna) la Ventfort Hall Mansion, villa in stile elisabettiano costruita nel 1893 come “casa estiva” per la sorella del banchiere J.P. Morgan a Lenox, in Massachusetts. Oggi è di proprietà di un’associazione senza scopo di lucro e sede di un Museo.

✨ Punti di forza

La regia di Lasse Hallström offre una narrazione fluida e coinvolgente, supportata da una fotografia che cattura la bellezza rurale del Maine. Le interpretazioni sono di alto livello: Michael Caine, nel ruolo del dottor Larch, ha vinto l’Oscar come miglior attore non protagonista, mentre Tobey Maguire e Charlize Theron offrono performance sincere e toccanti. 

😬 Criticità

Per comprensibili necessità (di adattamento), il film offre una visione meno approfondita rispetto al romanzo. Inoltre, alcune scelte narrative possono apparire prevedibili o poco incisive. 

📌 Dove vederlo?

Questa sera su La7 alle 21.15.

Disponibile in streaming su Amazon Prime Video.


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© Gianluca Sposito