C’è un angolo di un tranquillo quartiere residenziale di Washington che, seppur cambiato, conserva ancora oggi un’inquietante memoria cinematografica. La casa della giovane Regan MacNeil, protagonista de “L’esorcista”, è un’icona senza tempo del cinema horror. Quel tetro edificio dove si consuma il celebre esorcismo, a cui partecipano Padre Merrin (Max von Sydow) e Padre Karras (Jason Miller), è scolpito nell’immaginario collettivo come il teatro di uno dei film più spaventosi e simbolici della storia del genere.

Per le riprese esterne, il regista William Friedkin scelse la casa situata al 3600 Prospect Street a Washington D.C., nel cuore del quartiere Georgetown. Tuttavia, chi si reca oggi sul luogo potrebbe restare sorpreso: l’edificio appare diverso rispetto al 1973. L’ultimo piano con abbaini e soffitte è stato demolito, e una nuova recinzione piena ha modificato la sua fisionomia, rendendola più protetta ma forse meno suggestiva. Eppure, quel profilo riconoscibile e l’aura di mistero che ancora aleggia attorno alla dimora sono rimasti intatti.

“L’esorcista” non è solo un film: è un fenomeno culturale che ha rivoluzionato l’horror, portando l’orrore dal sovrannaturale all’intimità quotidiana di una casa borghese, trasformando un tranquillo salotto in un luogo di terrore puro. La luce del lampione nella notte nebbiosa, l’ombra del prete in arrivo e quella casa sullo sfondo: un’immagine perfetta, diventata simbolo di un film che non si dimentica.

Se amate le storie legate alle “case” del cinema horror, questa dimora è una tappa fondamentale nella geografia del brivido.

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“Overlook: Case da incubo e dove trovarle” di Gianluca Sposito

Testo di © Gianluca Sposito. Tutti i diritti riservati.

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