
Ieri sera il teatro (in diretta) è stato protagonista su Rai 1. Bene. Anzi, benissimo. Portare in prima serata un capolavoro di Eduardo De Filippo è un gesto che merita tutta la nostra attenzione. Ma sul “come” c’è da riflettere.
Luca Cupiello, il cuore pulsante di Natale in casa Cupiello, non è solo un uomo ossessionato dal presepe. È un personaggio di straordinaria profondità, che Eduardo scrisse nel 1931 con una malinconia velata, quasi struggente. Nel presepe, Luca vede molto più di una tradizione natalizia: è il simbolo di un’unità familiare idealizzata, un rifugio dalle crepe sempre più evidenti nella sua casa e nella sua vita. La sua famosa domanda – “Te piace ’o presepio?” – non è solo una battuta ricorrente, ma un grido d’amore, un disperato tentativo di creare un ponte con chi lo circonda, un ponte che troppo spesso resta in bilico.
Questa dedizione quasi cieca lo rende incapace di affrontare i conflitti che lo circondano. Luca si aggrappa a un mondo fatto di gesti e tradizioni per sfuggire alla disillusione, fino a rendersi conto, in modo tragico, di quanto quel mondo sia fragile. La sua storia, dunque, è una riflessione senza tempo sulla famiglia, il contrasto generazionale, e la tensione tra passato e presente.
E la versione di Salemme? Il dibattito è inevitabile. La domanda non è se Salemme sia “bravo” o “adeguato”, ma se il suo Luca Cupiello rispecchi il personaggio che Eduardo aveva disegnato. Qui emergono, a mio avviso, perplessità. Salemme propone un Luca più brillante, più ironico, a tratti perfino troppo consapevole. Manca, così, quella malinconia che permeava l’originale, quel senso di chiusura e rassegnazione che rendeva il personaggio così autentico e dolorosamente umano.
Non si tratta di modernizzare o no – il contesto storico è rimasto quello originale – ma di quanto il personaggio sia stato plasmato sulle corde dell’attore anziché il contrario. Questo Luca si allontana forse troppo dall’anima eduardiana: un uomo che certo non viveva di “frizzi e lazzi”; piuttosto, si logorava nel silenzio suo e degli altri familiari.
In definitiva, possiamo applaudire il teatro in prima serata (e per di più in diretta), ma non possiamo ignorare le differenze. Non è un “giusto” o “sbagliato”, ma un altro Luca. E forse un po’ troppo lontano dal presepe di Eduardo.
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Immagine di copertina: Vincenzo Salemme in “Natale in casa Cupiello” © Rai | Chi è di scena S.r.l. Testo di © Gianluca Sposito. Tutti i diritti riservati. Il post e l’immagine possono essere condivisi o citati solo con indicazione della fonte e del titolare dei relativi diritti.
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