
In questo ultimo sabato dell’anno siete stanchi di cene di auguri, cene aziendali e cene celebrative? Chiudetevi in casa e godetevi un classico. “Nodo alla gola” (Rope, 1948) è un capolavoro di Alfred Hitchcock che continua a stupire per le sue audaci scelte narrative e tecniche. Il film si distingue per essere stato girato interamente in un unico ambiente: l’appartamento dei protagonisti. Questa scelta amplifica la tensione claustrofobica e concentra l’attenzione sugli sviluppi psicologici dei personaggi. Hitchcock sperimentò con piani sequenza prolungati, utilizzando bobine di pellicola della durata di circa dieci minuti, collegandole abilmente per dare l’illusione di una ripresa continua. Questa tecnica innovativa immerge lo spettatore nell’azione, creando un’esperienza quasi teatrale.
Il soggetto del film trae ispirazione da un fatto di cronaca nera: l’omicidio del giovane Bobby Franks nel 1924, perpetrato da Nathan Leopold Jr. e Richard Loeb. I due giovani, uniti da un legame omosessuale, scelsero la vittima a caso, compiendo il crimine al solo scopo di realizzare un delitto per il gusto estetico di compierlo. Questo atto di violenza gratuita trova eco nelle teorie dell’atto gratuito propugnate dal premio Nobel per la letteratura André Gide, che esplorava la possibilità di compiere azioni senza un motivo apparente, sfidando le convenzioni morali e sociali. C’è chi ha intravisto anche richiami a Nietzsche.
I protagonisti di “Nodo alla gola” commettono un omicidio non per vendetta o passione, ma per dimostrare la loro superiorità intellettuale e morale. La loro azione, priva di un vero movente, solleva interrogativi inquietanti sulla natura del male e sulla fragilità dei confini etici. La rappresentazione di un delitto compiuto senza una motivazione apparente riflette le discussioni filosofiche dell’epoca e continua a stimolare riflessioni sulla moralità umana.
La scelta di ambientare l’intero film in una sola stanza non è solo una sfida tecnica, ma anche una metafora della mente dei personaggi, intrappolati nelle loro ideologie distorte. La tensione cresce man mano che gli ospiti inconsapevoli si avvicinano alla verità nascosta nel baule al centro della stanza, simbolo del segreto oscuro che i protagonisti cercano di celare. La scenografia diventa così un elemento narrativo fondamentale, contribuendo a creare un’atmosfera di crescente suspense e claustrofobia.
“Nodo alla gola” rimane un’opera attuale, esplorando temi universali come l’arroganza e la presunta superiorità (anche intellettuale), la moralità e la natura del male. La maestria di Hitchcock nel combinare innovazione tecnica e profondità tematica rende questo film un classico intramontabile, capace di affascinare e inquietare gli spettatori di ogni epoca.
Una valida alternativa a qualunque altro impegno fuori casa.
Disponibile in streaming su Amazon Prime Video e Apple TV.
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Testo di © Gianluca Sposito. Tutti i diritti riservati.
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