Si può rivedere “Chi è senza peccato” (The Dry, 2020), diretto da Robert Connolly, un thriller avvincente che intreccia misteri del passato e del presente sullo sfondo dell’arida campagna australiana. Il film è l’adattamento cinematografico del pluripremiato romanzo del 2016 scritto da Jane Harper. 

La trama segue l’agente federale Aaron Falk, interpretato da Eric Bana, che ritorna nella sua città natale, Kiewarra, dopo un’assenza di oltre vent’anni, per partecipare al funerale del suo amico d’infanzia Luke Hadler. Luke è sospettato di aver ucciso sua moglie Karen e il loro figlio Billy prima di togliersi la vita, un atto che ha sconvolto la comunità già provata da una lunga siccità. I genitori di Luke, tuttavia, non credono alla colpevolezza del figlio e chiedono a Falk di indagare. Accettando con riluttanza, Aaron si trova a riaprire vecchie ferite, inclusa la misteriosa morte della loro amica comune Ellie Deacon, avvenuta quando erano adolescenti. Le indagini rivelano connessioni inquietanti tra i due casi, mettendo in luce segreti sepolti e tensioni latenti nella comunità.

Il romanzo di Jane Harper è stato acclamato per la sua capacità di evocare l’atmosfera opprimente dell’entroterra australiano e per la costruzione di una trama ricca di suspense. La scrittura di Harper è caratterizzata da descrizioni dettagliate che immergono il lettore nel paesaggio arido e nelle dinamiche complesse dei personaggi, esplorando temi come il senso di colpa, la memoria e l’impatto del passato sul presente.

Robert Connolly, nel portare la storia sul grande schermo, mantiene fedele l’essenza del romanzo, utilizzando una regia sobria che mette in risalto le performance degli attori e l’ambientazione suggestiva. Eric Bana offre una interpretazione intensa di Aaron Falk, un uomo tormentato dai ricordi e dai sensi di colpa, mentre Genevieve O’Reilly interpreta Gretchen, un’amica d’infanzia che condivide con Falk un passato complicato. La cinematografia cattura efficacemente l’aridità del paesaggio australiano, riflettendo la tensione e la desolazione che permeano la comunità di Kiewarra.

Una differenza significativa tra il romanzo e il film risiede nella gestione dei flashback. Nel libro, Harper utilizza cambi di prospettiva per rivelare gradualmente dettagli cruciali, mentre il film incorpora flashback visivi che offrono allo spettatore una comprensione immediata degli eventi passati. Questa scelta stilistica aggiunge dinamismo alla narrazione cinematografica, pur mantenendo la complessità della trama originale. Anche se io continuo ad odiare i flashback…

Disponibile su Amazon Prime Video.

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Testo di © Gianluca Sposito. Tutti i diritti riservati.

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