IL ROSICATORE DIGITALE

Nel buio di uno schermo sta rintanato,
a spiar vite altrui con occhio astioso,
sfoga il veleno suo più velenoso
su chi, felice, passa e l’ha scordato.

Sbraita, minaccia, finge d’esser fiero,
ma dietro un nome finto si nasconde;
ringhia, s’impunta, e il suo rancore infonde,
sperando d’apparire un condottiero.

Ma il giorno scorre e resta lì impigliato,
tra un post, un meme e un livido commento,
rosica, rosica… ma sempre isolato.

E mentre il mondo ride in movimento,
lui mastica il suo nulla rattristato,
re d’un castello fatto di cemento.

***

Testo di © Gianluca Sposito. Tutti i diritti riservati.

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