
“La prima notte di quiete” (1972) di Valerio Zurlini è come la pioggia d’autunno: silenziosa, continua, malinconica. Un film che sembra scolpito nel grigio della Rimini più triste e autentica, fatta di solitudini, locali fumosi e luci che non riescono a scaldare.
Il titolo trae origine da un verso del poeta tedesco Goethe, che allude alla morte come alla “prima notte in cui si dorme senza sogni”. Eccone, allora, un melodramma esistenziale, sì, ma dal grande fascino.
Daniele Dominici, professore tormentato e fuori posto, interpretato da un Alain Delon stanco, magnetico e bellissimo, attraversa una vita che gli sta troppo stretta. Zurlini costruisce attorno a lui un mondo che puzza di provincia, di intellettualismo fuori tempo massimo, di gioventù corrotta e bellezza sprecata. Il disagio, il vuoto, la fuga (impossibile): tutto si intreccia con grazia tragica. Con il passato (quale?) che incombe misteriosamente su tutti i personaggi.
L’ho rivisto di recente nella bellissima versione restaurata disponibile su Amazon Prime, mentre lavoravo a “Duetti”, il mio libro dedicato alle auto nel cinema. E anche in questo “La prima notte di quiete” regala due apparizioni memorabili: una Lamborghini Miura P400 SV del 1971 e una Ferrari 330 GTC del 1966, elegante e sensuale come una carezza troppo breve. Non sono semplici comparse: sono presenze sceniche. Due “creature artificiali” che, come i personaggi umani, fremono, brillano e poi svaniscono.
Zurlini usa tutto: la letteratura, la pittura, il paesaggio urbano e persino i motori per raccontare il disagio dell’anima, la nostalgia per qualcosa che non si è mai avuto davvero. E ci riesce.
Disponibile su Amazon Prime Video.
🚘 🎬 “Duetti: auto e film che hanno fatto la storia del cinema”
Oltre 1.300 immagini a colori e QR code per contenuti audiovisivi. Intra, 2025, 510 pagine.
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