
Intimo, poetico, elegante, intenso. E, dunque, può essere rivisto. “Il riccio” (Le Hérisson), diretto da Mona Achache nel 2009, è l’adattamento cinematografico del celebre romanzo “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery, un bestseller internazionale che ha affascinato lettori di tutto il mondo. Il film, come il libro, racconta la storia di tre personaggi apparentemente distanti ma legati da un comune desiderio di autenticità e bellezza.
La storia si svolge in un elegante palazzo parigino, dove vive Paloma Josse (Garance Le Guillermic), una ragazzina di 11 anni dotata di un’intelligenza fuori dal comune e una visione del mondo profondamente disincantata. Decisa a mettere fine alla sua vita il giorno del suo dodicesimo compleanno, Paloma trascorre il tempo osservando la sua famiglia borghese, che considera superficiale e vuota, e realizzando piccoli video che catturano l’assurdità della loro esistenza.
Le cose cambiano quando Paloma stringe un legame inaspettato con Renée Michel (Josiane Balasko), la portinaia del palazzo. Renée, apparentemente grigia e ordinaria, nasconde un’anima colta e sensibile, un “riccio” che protegge la propria ricchezza interiore dietro un aspetto spinoso. A completare il trio è Kakuro Ozu (Togo Igawa), un affascinante e gentile giapponese che si trasferisce nel palazzo, portando con sé una visione del mondo che unisce i due personaggi.
Mona Achache, alla sua opera prima, riesce a catturare lo spirito del romanzo, bilanciando temi profondi come la solitudine, la ricerca di senso e il confronto tra apparenza e sostanza con un tocco leggero e poetico. Rispetto al libro, che si distingue per le riflessioni filosofiche e letterarie, il film predilige un approccio più visuale, affidando ai gesti e agli sguardi dei personaggi il compito di comunicare le loro emozioni e pensieri.
Josiane Balasko offre una performance toccante nel ruolo di Renée, incarnando con delicatezza le fragilità e la forza nascosta del personaggio. Garance Le Guillermic è perfetta nei panni di Paloma, portando sullo schermo l’intelligenza e l’ironia del personaggio senza mai risultare eccessiva. Togo Igawa dona al signor Ozu un fascino gentile, creando un equilibrio ideale tra i protagonisti.
La fotografia di Patrick Blossier arricchisce l’atmosfera del film con tonalità calde e intime, valorizzando sia gli ambienti austeri del palazzo che i momenti di connessione tra i personaggi. La colonna sonora, composta da Gabriel Yared, accompagna con eleganza lo sviluppo della trama, amplificando l’emozione delle scene più significative.
Nonostante il film semplifichi (necessariamente) alcune delle riflessioni filosofiche del romanzo, riesce a trasmettere il suo messaggio centrale: la bellezza della vita può essere trovata nei dettagli più semplici e nell’apertura verso gli altri. Il riccio è una celebrazione della diversità umana, un invito a guardare oltre le apparenze e a scoprire la ricchezza nascosta in chi ci circonda.
Doveroso vederlo. Un po’ struggente rivederlo.
Comunque disponibile su Amazon Prime Video.
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Testo di © Gianluca Sposito. Tutti i diritti riservati.
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