Su Paramount+ è arrivato “The Substance” (2024), diretto da Coralie Fargeat: un film che sfida le convenzioni, immergendo lo spettatore in un mondo saturo di metafore visive e simbolismi audaci. La trama segue Elisabeth Sparkle (interpretata da Demi Moore), una celebrità televisiva che, nel tentativo di riconquistare la giovinezza perduta, si affida a una sostanza misteriosa che le permette di trasformarsi in una versione più giovane di sé stessa, incarnata da Margaret Qualley. Questo espediente narrativo diventa il fulcro per esplorare temi come l’ossessione per l’eterna giovinezza e le pressioni estetiche imposte alle donne nel mondo dello spettacolo.

Il film si distingue per l’uso intensivo di metafore e simbolismi, spesso sfociando nel grottesco. Le trasformazioni fisiche di Elisabeth non sono solo cambiamenti esteriori, ma rappresentano una critica feroce alla superficialità dell’industria dell’intrattenimento e alla società che idolatra l’apparenza giovanile. Le sequenze oniriche e le immagini disturbanti servono a enfatizzare l’alienazione e la perdita d’identità che derivano dall’ossessione per la perfezione fisica.

Splendido l’uso dei colori. Del resto, il copione (due anni per realizzarlo, una vittoria a Cannes e una nomination all’Oscar per la migliore sceneggiatura originale) è di 138 pagine e dedica solo 29 pagine ai dialoghi, con descrizioni dettagliate delle esperienze sensoriali che il pubblico dovrebbe provare durante la visione. Il regista ha scelto di non fornire storie pregresse dei personaggi, preferendo rivelare informazioni attraverso azioni, ambientazioni e costumi. Ad esempio, i colori sono stati utilizzati per accentuare tratti caratteriali: il cappotto giallo di Elisabeth le conferisce un’aria da “supereroina”, mentre il body rosa di Sue rappresenta una femminilità esasperata.

Gli appassionati di cinema noteranno, poi, numerosi omaggi a grandi registi del passato, in particolare a Stanley Kubrick. Le scelte stilistiche di Fargeat richiamano l’estetica kubrickiana, con inquadrature simmetriche e una cura maniacale per i dettagli scenografici. Inoltre, sono presenti riferimenti espliciti a “Shining”, come l’uso di corridoi e tappeti con motivi geometrici simili a quelli dell’Overlook Hotel e scene che evocano l’atmosfera inquietante del capolavoro del 1980. Con una colonna sonora che si abbina e funziona perfettamente.

“The Substance” ha ricevuto riconoscimenti significativi, tra cui cinque nomination agli Oscar 2025 (e miglior trucco portato giustamente a casa), con Demi Moore candidata come Miglior Attrice Protagonista. La sua interpretazione è stata lodata per la profondità emotiva e la capacità di incarnare le contraddizioni del personaggio, rendendo palpabile la sua disperazione e vulnerabilità.

Guardatelo e poi ditemi: cos’è più disturbante, il desiderio dell’eterna giovinezza o l’impossibilità di averla?


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