Ecco una commedia pungente, scorretta e dunque imperdibile.

“Cattiverie a domicilio” (Wicked Little Letters, 2023), diretto con intelligenza da Thea Sharrock e scritto con precisione millimetrica da Jonny Sweet, è uno di quei film che riescono nel miracolo: far ridere, far riflettere, e farlo senza mai perdere ritmo né eleganza.

La trama – surreale solo in apparenza – è ispirata a una storia vera: nella cittadina inglese di Littlehampton, nel 1922, una serie di lettere anonime, piene di oscenità e accuse velenose, scuote la quiete (e l’ipocrisia) del villaggio. Sotto le apparenze benpensanti, un’Inghilterra piena di pregiudizi, misoginia e ottusità borghese. E il film affonda il colpo, con uno humour acre e graffiante, che ha tutto il sapore del miglior cinema satirico britannico.

Il tono si muove con equilibrio impeccabile tra leggerezza e dramma. La risata si fa spesso amara, ma sempre necessaria.

E poi, lei, Olivia Colman: una delle interpreti più versatili e incisive degli ultimi anni, capace di passare dalla tragedia alla commedia con una naturalezza che disarma. Qui è, ancora una volta, perfetta: nevrotica, buffa, graffiante, commovente. Io – lo dico senza esitazione – la adoro.

Ma sarebbe ingiusto non citare anche i colleghi: Jessie Buckley è una meraviglia di energia e sfrontatezza, e Timothy Spall, nei panni del padre bigotto, è deliziosamente odioso: una caricatura tragica e realissima, perfetto contrappunto al tono del film.

Insomma: “Cattiverie a domicilio” è un piccolo gioiello. Di scrittura, di regia, di attori. E soprattutto di spirito. Una commedia che sa essere cattiva nel modo migliore possibile.

🎬 Il film è disponibile su Sky.


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