La scena, per definizione, è ciò che si vede.

Il teatro, per natura, è ciò che si nasconde.

Prima che una storia si mostri, qualcuno tira le corde.

Qualcuno le allenta.

Qualcuno verifica che la tensione sia giusta — non troppa, non poca.

Perché se tiri troppo, la corda si spezza.

Se allenti troppo, nulla si muove.

Il teatro è un equilibrio sospeso.

Un sistema di fili che devono restare invisibili.

Un’architettura di nodi che reggono emozioni.

È sempre bellissimo calcare il palco.

Ma c’è una bellezza diversa nel tempo che precede la scena:

quando tutto è ancora appeso a un filo,

quando si tirano le fila senza far vedere le corde,

quando si tiene il pubblico — che ancora non c’è — già un po’ sulla corda.

Tra pochi giorni la scena si aprirà.

Le corde resteranno dove devono stare: dietro.

E noi proveremo a far vibrare quelle che non si vedono.

***

“Il medico dei pazzi” di Gianluca Sposito e Alessandro Valentini, regia di Chiara Ciaschini e Marco Paladini, produzione Teatro di Pesaro La Piccola Ribalta

Sabato 14 e domenica 15 febbraio

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© Gianluca Sposito


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