
Prima di parlare dell’amicizia fra Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola, forse conviene ricordare il curriculum giudiziario di quest’ultimo.
Per quanto risulta dalle fonti pubblicamente consultabili:
**Fondi pubblici destinati all’Avanti!**
Lavitola ha patteggiato 3 anni e 8 mesi per reati comprendenti associazione per delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato, bancarotta fraudolenta ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. La sentenza è stata confermata dalla Cassazione. La Corte dei conti ha inoltre condannato Lavitola e Sergio De Gregorio a restituire allo Stato circa 23,9 milioni di euro di contributi pubblici percepiti illegittimamente.
Fonte: Repubblica e Il Manifesto
**Tentata estorsione ai danni di Silvio Berlusconi**
Nel filone nato dalla vicenda Tarantini–escort, Lavitola è stato condannato definitivamente a 16 mesi di reclusione per tentata estorsione aggravata ai danni dell’allora presidente del Consiglio.
Fonte: Il Sole 24 Ore
**Tentata estorsione a Impregilo**
Secondo la ricostruzione processuale, Lavitola cercò di costringere Impregilo a finanziare la costruzione di un ospedale a Panama, prospettando in caso contrario dichiarazioni del presidente panamense Ricardo Martinelli capaci di danneggiare la società e il suo titolo in Borsa. Fu condannato a tre anni; la Cassazione confermò la configurabilità del tentativo di estorsione, rinviando per la rideterminazione della pena a seguito dell’esclusione di un’aggravante.
Fonte: Rai News
**Corruzione internazionale e appalti a Panama**
In un filone collegato agli affari panamensi, Lavitola ha concordato un patteggiamento a 11 mesi per corruzione internazionale.
Fonte: ANSA
**“Compravendita” dei senatori**
Lavitola fu condannato in primo grado a tre anni per concorso in corruzione nella vicenda del passaggio del senatore Sergio De Gregorio dall’Italia dei Valori al centrodestra, operazione che secondo l’accusa contribuì alla caduta del governo Prodi. Il reato fu successivamente dichiarato prescritto: dunque, su questo punto, non esiste una condanna definitiva.
Fonte: Corriere della Sera
**Inchiesta Finmeccanica–Brasile**
Fu indagato per presunte tangenti relative a una commessa di fregate militari in Brasile, ma la sua posizione venne archiviata nel 2013. È quindi corretto ricordare l’inchiesta, ma altrettanto corretto precisare che non produsse una condanna.
Fonte: Il Fatto Quotidiano
**Attentato a Sigfrido Ranucci**
Il 10 agosto 2026 Lavitola è stato arrestato come presunto mandante dell’attentato dinamitardo del 16 ottobre 2025. Sono contestati, fra gli altri, il tentato delitto di strage, i reati relativi agli esplosivi, la minaccia e il danneggiamento, con l’aggravante del metodo mafioso. Il suo avvocato ha successivamente riferito che Lavitola ha ammesso davanti al gip di essere stato il mandante, sostenendo però di aver voluto realizzare un attentato dimostrativo per aumentare la protezione e la popolarità di Ranucci. Non esiste ancora una sentenza e rimane quindi operante la presunzione d’innocenza.
Fonti: ANSA
Non stiamo dunque parlando di una persona semplicemente “chiacchierata”: Lavitola aveva già riportato condanne definitive e trascorso diversi anni in carcere. Al tempo stesso, dove i procedimenti sono terminati per prescrizione o archiviazione, va detto chiaramente.
Ciò premesso, Valter Lavitola è un soggetto che io, personalmente, non avrei frequentato. Tutt’al più lo avrei difeso come avvocato — se pagante, naturalmente — perché il diritto alla difesa spetta a tutti, mentre l’amicizia rimane una scelta molto personale.
Sigfrido Ranucci, invece, ha parlato pubblicamente di un rapporto di amicizia strettissimo, addirittura “fraterno”, con Lavitola. Questo, naturalmente, non dimostra alcuna corresponsabilità di Ranucci nell’attentato: allo stato, il gip lo considera una vittima inconsapevole della manipolazione dell’amico.
Resta però una considerazione molto più semplice e personale: io Lavitola non lo avrei scelto come amico.
Ranucci, a quanto pare, sì.
Contento lui…
p.s. Una domanda, però, resta legittima: nei suoi servizi Ranucci non ha spesso adottato criteri molto severi nel valutare frequentazioni, rapporti e vicinanze altrui, anche in presenza di elementi assai meno significativi? Se quel criterio è giornalisticamente rilevante quando riguarda gli altri, non dovrebbe esserlo anche quando riguarda lui?
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© Gianluca Sposito
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