Il ministro della Giustizia Carlo Nordio in un’intervista ha definito “para-mafioso” il sistema e le correnti CSM. La risposta del fronte contrapposto è stata un classico, un evergreen: “si offende la memoria di Falcone e Borsellino”.

Ma cosa c’entra? Possibile che da oltre trent’anni Falcone e Borsellino debbano essere utilizzati sempre e in tutti i contesti? Come una coperta riscaldata, un coltellino svizzero, uno scudo anti-atomico. Una sorta di salvacondotto, sempre pronto all’uso.

Non è la memoria di Falcone e Borsellino a stancare.

È il loro uso automatico, come argomento universale in ogni discussione sulla giustizia.

Smettiamola, perché questa è la più brutale e immeritevole forma di strumentalizzazione che possano subire.

Occupiamoci, piuttosto, e seriamente, dei problemi concreti della giustizia.

Una riforma, da sola, potrebbe non bastare a risolverli.

Ma non sarà certo evocando simboli che li affronteremo.

La memoria non è un argomento. È un patrimonio.

E i patrimoni si custodiscono, non si agitano.

#giustizia #referendum 

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© Gianluca Sposito


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