“The Four Seasons” (2025), su Netflix, è una miniserie creata da Tina Fey, con la collaborazione di Lang Fisher e Tracey Wigfield. Otto episodi brevi e stagionali, per raccontare — tra risate, malinconie e autocompiacimento — quello che resta delle relazioni quando si è superata la giovinezza e si inizia a fare i conti con sé stessi.

📍 Siamo di fronte a tre coppie di amici di lunga data che si ritrovano per quattro vacanze, una per ogni stagione, tra riflessioni, dinamiche logore e nevrosi ben note alla generazione X, a cui (forse) questa serie si rivolge più direttamente.

🎭 C’è umorismo, c’è del garbo, c’è la voglia di affrontare con lucidità le sfide del tempo, dei legami, dei bilanci interiori. E c’è un cast notevole — da Tina Fey a Steve Carell, da Colman Domingo a Kerri Kenney-Silver.

📺 Ma nonostante tutto, “The Four Seasons” rimane una serie molto americana. Non nel senso di Woody Allen (che sarebbe perfetto per – riscrivere – certi dialoghi), ma nel senso di quel tono patinato, un po’ prevedibile, direi anche ipocrita, dove la forma vince sulla sostanza.

L’estetica elegante, sì. Gli ambienti impeccabili, certo. Qualche sprazzo brillante c’è. Ma anche tante frasi che sembrano scritte più per funzionare nei trailer che nella realtà.

🔁 Detto ciò: sono solo otto puntate, molto brevi. Scorrono via con agilità, possono riempire un pomeriggio o una sera senza lasciare tracce né rimpianti.E a volte, va bene così. O forse no?

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© Gianluca Sposito


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