Ci ha lasciati a 92 anni una delle attrici più intense del nostro cinema, Lea Massari. E per chi volesse riscoprirne tutto il fascino e la bravura, c’è un film che oggi più che mai meriterebbe di essere rivisto: “Una vita difficile” (1961), per la regia di Dino Risi.

Una commedia amara, malinconica, politica, che racconta — attraverso gli occhi e le disavventure del giornalista partigiano Silvio Magnozzi (un grandissimo Alberto Sordi) — la fatica di essere coerenti in un’Italia che cambia troppo in fretta e spesso senza dignità. Ma accanto a lui, a dargli forza e contraddirlo, a spingerlo e a fermarlo, c’è Elena: una donna bellissima, viva, inquieta, moderna, testarda, fragile e forte allo stesso tempo. È proprio Lea Massari a darle volto e anima.

In un cinema in cui i personaggi femminili erano spesso funzionali alla parabola maschile, Elena è invece un personaggio pieno, credibile, autonomo. Lea Massari la interpreta con una misura straordinaria, sospesa tra dolcezza e determinazione.

Rivedere oggi “Una vita difficile” significa anche rendersi conto di quanto quella generazione di attrici seppe parlare al futuro. Lea Massari — che fu protagonista intensa in decine di ruoli — in questo film trova forse una delle sue prove più toccanti.

Un modo delicato ma potente per ricordare una grande interprete, che ha attraversato il nostro cinema lasciando una traccia di eleganza mai esibita, di dolore mai ostentato, di fascino autentico.

L’unica delusione è data, però, dal fatto che “Una vita difficile” è uno di quei film incomprensibilmente non resi disponibili per lo streaming (l’elenco si fa sempre più lungo…).

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© Gianluca Sposito


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